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SARDIS |
Sardinian
Diabetes Inheritance Study |
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Protocollo
del “SARDIS” |
Studio
sulla familiarità del
diabete tipo 1 in Sardegna |
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BASI SCIENTIFICHE |
Il
diabete mellito tipo 1 o insulino dipendente
(T1DM) è una malattia complessa
causata da un insieme di fattori genetici e ambientali.
La malattia è causata dalla distruzione
delle cellule beta del pancreas producenti l’ormone
insulina da parte di una particolare tipo di cellule
dello stesso organismo, chiamate linfociti T. Dette
cellule, che sono normalmente preposte alla difesa
del nostro organismo da parte di infezioni batteriche,
nei diabetici non riconoscono più le cellule
beta pancreatiche come parte del proprio organismo
e le attaccano distruggendole. Il corredo genetico
dell'individuo rende più o meno probabile
il rischio di contrarre la malattia. Esistono più regioni
geniche coinvolte. Il contributo maggiore è determinato
da geni contenuti nel sistema maggiore di istocompatibilita
(HLA) che spiegano circa il 50% della componente
genetica della malattia. Il resto è determinato
da almeno altri 10 geni di predisposizione, cosiddetti
minori, contenuti in altre regioni cromosomiche.
Individualmente i vari geni predisponenti (maggiori
e minori) sono normali varianti con importanti
funzioni nella regolazione delle risposte immunitarie
e metaboliche. La malattia insorge quando vengono
contemporaneamente ereditate da uno stesso individuo
molteplici varianti di predisposizione. Quindi
nessun gene considerato individualmente causerebbe
la malattia ma solo la predisposizione ad essa.
L'incidenza della malattia varia grandemente
nei diversi gruppi etnici. La più alta incidenza
e' stata riportata in Finlandia e in Sardegna (37/100.000
individui nella fascia d'età compresa fra
0-14 anni, tra il 1989 e il 1998, Songini dati
non pubblicati), la più bassa in Giappone
(1,8 /100.000 nella stessa fascia d'età).
La prevalenza globale del T1DM nelle popolazioni
caucasiche ad alto rischio (come quella sarda) è pari
allo 0,4% della popolazione giovanile, mentre il
rischio di ricorrenza della malattia è del
6-7% nei fratelli e 14-25% nei fratelli HLA identici.
Per gemelli MZ (geneticamente identici) di pazienti
con T1DM, un recente studio di popolazione, eseguito
su un larghissimo numero di individui, ha indicato
un rischio cumulativo dalla nascita a 35 anni pari
al 70%, una percentuale molto più alta
rispetto a quanto precedentemente rilevato (36%)
Nel loro
insieme queste osservazioni epidemiologiche suggeriscono
che per sviluppare il T1DM sono necessari sia
fattori genetici che fattori ambientali e che
un importante
contributo e' apportato da geni localizzati nella
regione HLA.
La quantificazione del rischio nei gemelli monozigoti
(MZ) è particolarmente importante, in quanto
fornisce una stima diretta della penetranza (effetto
del genotipo sul fenotipo) per l'intero corredo
genetico di suscettibilità. La penetranza
del T1DM è chiaramente incompleta perché il
rischio empirico per gemelli MZ di pazienti T1DM é inferiore
al 100%. Un recente lavoro indica che due terzi
dei gemelli MZ discordanti per il T1DM da almeno
7 anni, sono invece concordanti per la presenza
di autoanticorpi anti beta-cellule pancreatiche.
Nel loro insieme queste osservazioni enfatizzano
l'importanza della componente genetica nella
patogenesi del diabete di tipo 1 sia perché la concordanza
per la malattia in gemelli MZ è più alta
di quanto precedentemente ritenuto, sia perché gemelli
discordanti per diabete manifesto sono invece spesso
concordanti per autoimmunità. Il contributo
relativo della componente genetica e di quella
ambientale è stato anche studiato analizzando
l'incidenza della malattia in individui emigrati
da regioni ad alta incidenza verso regioni ad bassa
incidenza. Questo studio eseguito su figli di genitori
Sardi residenti nel Lazio (regione a più bassa
incidenza rispetto alla Sardegna) ha dimostrato
che l’alta incidenza della malattia è dovuta
pressoché interamente a fattori genetici
(Muntoni et al. Lancet 1997). Analoghi risultati
sono stati rilevati nella provincia di Pavia
(Tenconi et al. 1998)
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Il
diabete di tipo 1 non solo è frequente
in Sardegna, ma la sua incidenza ha anche mostrato
un incremento costante negli ultimi 40 anni.
Questo "trend" è presente
in altri paesi occidentali e viene comunemente
attribuito alla presenza di fattori ambientali
predisponenti ancora sconosciuti. Esistono
spiegazioni alternative. Per esempio è possibile
che in realtà l'incremento di incidenza
sia un fenomeno spurio legato ad un'anticipazione
della sua età di insorgenza e al fatto
che la maggior parte degli studi epidemiologici
sono stati eseguiti su individui compresi fra
0 e 14 anni. In altri termini è possibile
che non sia il numero totale di malati in aumento
ma solo quello dei malati ad esordio precoce.
Evidenze preliminari suggeriscono che il fenomeno
dell'anticipazione genetica potrebbe svolgere
un ruolo nel diabete di tipo 1.
Al momento quindi non esiste nessuna ipotesi soddisfacente,
né genetica, né ambientale, per spiegare
un così rapido incremento della prevalenza
del diabete tipo 1 in Sardegna. Una analisi delle
notizie anamnestiche relative ai diabetici afferenti
all’Unità di Studio e Prevenzione
del Diabete tipo 1 – Dipartimento di Medicina
Interna dell’Azienda Ospedaliera Brotzu (Cagliari)
ha mostrato una prevalenza inaspettatamente elevata
di diabete sia tipo 1 che tipo 2 nei familiari
di pazienti affetti da T1DM (tabella).
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FAMILIARITÀ PER
DIABETE IN UN CAMPIONE DI 388 DIABETICI
SARDI DI TIPO 1 |
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Familiari diabetici |
Diabete insulino-trattato |
Diabete non insulino-trattato |
| Nonni |
26% |
4% |
15% |
22% |
85% |
| Padre |
12% |
5% |
40% |
7% |
60% |
| Madre |
8% |
1% |
19% |
7% |
81% |
| Fratelli |
13% |
11% |
88% |
2% |
125 |
| Figli |
1% |
1% |
100% |
0 |
0 |
| Zio/zia |
34% |
15% |
45% |
19% |
55% |
| Cugini/nipoti |
25% |
24% |
95% |
1% |
5% |
| Almeno un familiare di 1° o 2° grado |
66% |
0 |
0 |
0 |
0 |
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Dati
desunti dalla anamnesi familiare condotta
sui diabetici di tipo 1 regolarmente seguiti
presso
l’Unità di Diabetologia dell’Adolescente,
Dipartimento Internistico – Azienda Ospedalera
Brotzu – Cagliari. Aggiornati al 1/3/2000. |
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L’alta
prevalenza di diabetici non insulino-trattati è sorprendente
poiché in letteratura è stato
descritto solo un lieve eccesso di familiari
affetti da diabete tipo 2 nelle famiglie
dei diabetici tipo 1 in altre popolazioni
europee. Il Bart’s Oxford Study ha
mostrato che molti dei familiari diabetici
non insulino-trattati hanno marcatori genetici
e immunologici compatibili con un diabete
autoimmune (tipo1) e ciò porta a
pensare che anche in Sardegna l’associazione
tra le due forme di diabete non sia reale
ma dovuta ad una errata diagnosi. (Bingley,
dati non pubblicati). La maggior parte
dei familiari di diabetici di tipo 1 precedentemente
definiti come di tipo 2 sembrerebbero infatti
essere forme di tipo 1 ad esordio più tardivo
(LADA).
Se questo verrà a confermato, l’andamento
apparentemente epidemico del diabete tipo 1 in
Sardegna potrebbe in realtà essere la manifestazione
di un cambiamento nell’espressione (anticipazione)
di una condizione geneticamente determinata; il
che non esclude un ruolo da parte di fattori ambientali
che agirebbero su questo terreno genetico favorevole
condizionandone ad esempio l’età di
insorgenza.
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OBIETTIVI
DELLO STUDIO |
Col
presente studio si propone un'analisi
dettagliata di famiglie estese e multigenerazionali
di pazienti diabetici. Uno studio di
tale
tipo non è finora mai stato condotto
in Sardegna.
Tutti i familiari e in particolare quelli
precedentemente classificati come di
tipo 2 saranno studiati approfonditamente
da un punto di vista genetico, immunologico e
metabolico
in modo da definire più correttamente
la trasmissione ereditaria del diabete di tipo
1 all'interno
delle famiglie. Si potranno inoltre approfondire
i legami genetici tra diabete e altre malattie
autoimmuni.
In particolare lo studio si propone di effettuare: |
-
caratterizzazione fenotipica dei probandi diabetici:
eta' di insorgenza, necessita'
di insulina, storia di chetoacidosi, livelli di C-peptide basale,
altre patologie
autoimmuni concomitanti;
-
raccolta della storia familiare di
primo e secondo grado per diabete,
malattia celiaca, tireopatie
autoimmuni, morbo di Addison,
anemia perniciosa, artrite
reumatoide, sclerosi multipla e altre malattie autoimmuni, e costruzione
di un pedigree per autoimmunita'
sulla base dei dati anamnestici familiari;
-
raccolta del materiale
genetico dei probandi, dei familiari di primo grado e del maggior numero
possibile di quelli di secondo grado per l’analisi dell’HLA
e di altri loci genici di interesse;
-
raccolta dei sieri dei
probandi, dei familiari di primo grado e del maggior numero possibile
di quelli di secondo grado per l’analisi dei marcatori autoanticorpali
del diabete tipo 1 e di altre patologie autoimmuni;
-
riclassificazione dei probandi e dei familiari diabetici alla luce delle
acquisizioni di tipo clinico-anamnestico, laboratoristico, genetico ed
immunologico; costruzione
di pedigree estesi per autoimmunita' alla luce di tali acquisizioni;
-
identificazione di soggetti (probandi e loro familiari) affetti da autoimmunita'
in forma subclinica, da indirizzare ad un successivo trattamento opportuno.
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SUBSTUDIES |
| I
campioni di siero e il materiale genetico verrà freezato
e conservato per possibili future indagini attinenti
agli scopi dello studio (es. dosaggio di altri
autoanticorpi o tipizzazione di altri loci genici
di interesse). Qualsiasi ulteriore analisi dovrà essere
vagliata e approvata dai responsabili dei vari
gruppi di studio partecipanti e dal comitato
etico della struttura di appartenenza. |
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PARTECIPANTI ALLO STUDIO |
Dott.
Marco Songini e collaboratori – Dipartimento
di Medicina Interna – Azienda Ospedaliera “G.
Brotzu” – Cagliari (Italy) tel. +39
070 531947-539314, fax +39 070 531947; email: songinim@tin.it
Dott. Francesco Cucca e collaboratori – Università degli
Studi di Cagliari – Dipartimento di Scienze
Biomediche e Biotecnologie – Ospedale Microcitemico
- Via Jenner – 09121 Cagliari (Italy) tel.
+39 070 6095549, fax +39 070 503696; email: fcucca@mcweb.unica.it
Prof. Edwin A. M. Gale, prof.ssa Polly Bingley
e collaboratori – Department of Diabetes
and Metabolism - University of Bristol - Southmead
Hospital - Westbury on Trym - Bristol BS10 5NB
(United Kingdom) tel. +44 117 9595337, fax +44
117 9595336, email: Edwin.Gale@bristol.ac.uk |
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PROTOCOLLO
OPERATIVO |
Lo
studio interesserà i pazienti diabetici
afferenti all’Unità di Studio
e Prevenzione del Diabete tipo 1 – Dipartimento
di Medicina Interna – Azienda Ospedaliera “G.
Brotzu” – Cagliari, e le loro
famiglie. I pazienti che regolarmente si
sottopongono a visita di controllo ogni 3-6
mesi presso la struttura verranno inseriti
nello studio. |
Personale
e mezzi:
L’onere economico dello studio è condizionato
all’ottenimento di finanziamenti da parte
della fondazione Telethon. Nessun onere economico
aggiuntivo sarà dovuto in ogni caso da parte
della Azienda Ospedaliera Brotzu.
Lo studio verrà condotto con la collaborazione
di un medico e di personale infermieristico, esterno
al personale proprio della Azienda Ospedaliera,
dietro opportuno compenso. Tutti i materiali necessari
verranno acquistati con i fondi del progetto.
La raccolta dei dati e l’archiviazione degli
stessi avverrà nei locali della Unità di
diabetologia dell’adolescente dell’Azienda
Ospedaliera Brotzu, nel più completo rispetto
della vigente legislazione per la tutela della
privacy.
I dosaggi autoanticorpali verranno eseguiti nel
laboratorio del Prof. Edwin A. M. Gale e prof.ssa
Polly Bingley - Department of Diabetes and Metabolism
- University of Bristol; la tipizzazione genetica
avverrà nei laboratori del Dott. Francesco
Cucca – Università degli Studi di
Cagliari – Dipartimento di Scienze Biomediche
e Biotecnologie – Cagliari (Italy).
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Criteri
di inclusione:
- famiglie con almeno un probando seguito
presso la struttura diabetologica menzionata;
- paziente seguito con regolarità dalla
medesima struttura (ogni 3-6 mesi);
- residente in Sardegna;
- ffetto da diabete mellito tipo 1 diagnosticato
in base a criteri clinici e di laboratorio.
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Prima
fase - Esame dei probandi e dei familiari
di primo grado
Contattare le famiglie: La raccolta dei campioni
di sangue e della anamnesi familiare verrà effettuata,
nei limiti del possibile, in associazione alle
procedure cliniche cui routinariamente si sottopongono
i pazienti diabetici (prelievi e visita), creando
il minor disagio possibile. La famiglia verrà contattata
telefonicamente o direttamente in occasione di
visite ambulatoriali durante le quali verranno
date le informazioni necessarie sulle finalità e
modalità del progetto di studio.
Raccolta della anamnesi familiare: (sesso, età,
data di nascita, presenza di diabete e/o altre
patologie, data della diagnosi e sintomi all'esordio,
terapia praticata etc. origine geografica dei nonni).
Includerà familiari di primo e secondo grado.
Avverrà su moduli standard e poi riportata
su supporto informatico. Nel contempo verrà data
informazione dettagliata ai pazienti e ai familiari
in merito allo studio e verrà chiesto loro
di firmare un consenso al prelievo e al trattamento
dei dati personali (secondo le vigenti norme di
Legge).
Raccolta dei campioni di sangue e siero: il campionamento
avverrà in due aliquote di sangue intero
(in EDTA) e due di siero. Un campione di siero
verrà inviato al laboratorio del Dipartimento
di Diabetologia e Metabolismo – Università di
Bristol (Bristol, GB) per il dosaggio dei marcatori
anticorpali; un campione di sangue intero verrà inviato
al laboratorio del Dipartimento di Scienze Biomediche
e Biotecnologie (Cagliari) per la tipizzazione
genetica. Le restanti due aliquote verranno conservate
presso l’Unità di Studio e Prevenzione
del Diabete Tipo 1 – Azienda Ospedaliera
Brotzu – Cagliari. Tutto ciò verrà effettuato
in modo anonimo e nel rispetto delle vigenti norme
di Legge. Andranno prelevati il paziente, tutti
i suoi fratelli eventualmente malati, almeno 1
fratello sano e entrambi i genitori. Si darà la
precedenza alle famiglie con più di un fratello
affetto.
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Seconda
fase - Raccolta di campioni di siero e sangue
intero dai nonni (ove possibile) in particolare
di quelli affetti da diabete mellito. |
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Terza fase
Individuazione di un ristretto numero di famiglie
di particolare interesse e costruzione di pedigree
estesi caratterizzati in base agli aspetti clinici,
immunologici e genetici: prelievo di campioni
di siero e sangue intero dal maggior numero possibile
dei familiari di secondo grado.
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Quarta
fase
- Dosaggio sui campioni di siero dei marcatori
autoanticorpali per diabete (GADA, anticorpi anti
glutammicodecarbossilasi;
IA2, Anticorpi anti tirosin-fosfatasi; sui positivi
verranno dosati anche IAA, anticorpi anti insulina,
e ICA, anticorpi anti insula pancreatica) per celiachia
(TGA, anticorpi anti transglutaminasi) e per altre
autoimmunità ove indicato. I dosaggi di
GADA, IA2, IAA e TGA verranno effettuati con metodica
RIA gia' descritta precedentemente (v. bibliografia).
I dosaggi di ICA verranno misurati in immunofluorescenza
indiretta su siero non diluito, come precedentemente
descritto (v. bibliografia).
- Estrazione del DNA e tipizzazione genica
per i vari loci di interesse per il diabete tipo
1.
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ANALISI
STATISTICA DEI DATI
I dati verranno raccolti e archiviati su supporto
cartaceo e informatizzato.
Verranno applicate procedure statistiche ad hoc
per testare l'ipotesi dell'anticipazione genica.
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ASPETTI
ETICI
La partecipazione al progetto sarà assolutamente
volontaria e per tale motivo, al momento dell’arruolamento
nello studio, verrà richiesta ai partecipanti
la firma di un consenso scritto al prelievo di
sangue e al trattamento dei dati personali. Nel
caso di raccolta di dati e prelievo di minorenni
il consenso verrà firmato da chi esercita
la potestà sul minore.
La partecipazione non implicherà modifiche
nella qualità dell’assistenza sanitaria
prestata ai pazienti dalla struttura diabetologica,
né interferirà con essa. Si cercherà inoltre
di arrecare il minor disagio possibile, facendo
coincidere i prelievi per lo studio con le visite
che routinariamente i pazienti eseguono presso
la struttura diabetologica.
Il trattamento dei campioni avverrà in modo
anonimo previa attribuzione di un codice alfanumenrico
di identificazione per ciascun individuo. Precauzioni
verranno prese per la archiviazione a la custodia
di tutti i dati raccolti affinché venga
tutelata la privacy dei singoli partecipanti, secondo
le vigenti norme di Legge.
L’accesso ai dati sarà consentito
esclusivamente ai responsabili delle strutture
partecipanti allo studio e alle persone di loro
fiducia da essi delegate, esclusivamente per le
finalità dello studio stesso.
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