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Diabete mellito
Insulino-dipendente

   
 
INTRODUZIONE

Il diabete mellito insulino-dipendente (IDDM) è una delle più importanti malattie croniche dell’età evolutiva e costituisce un problema di sanità pubblica che riguarda sia i Paesi più sviluppati che quelli in via di sviluppo (1). In molte nazioni il diabete è una delle principali cause di morte, conduce a complicanze gravi e comporta alti costi per i Servizi Sanitari. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che la sorveglianza di questa malattia costituisce un elemento fondamentale di salute pubblica (2) ed ha promosso un progetto multinazionale per la sorveglianza dell’incidenza, della mortalità e del livello assistenziale del diabete nell’età infantile (3). Durante gli anni ‘80, il confronto di studi di popolazione ha dimostrato che esiste una elevata variabilità di incidenza nelle diverse zone geografiche del mondo (4) e che tale variabilità dipende essenzialmente dall’interazione di fattori genetici ed ambientali (5).
Fino alla metà degli anni ottanta non erano disponibili dati epidemiologici accurati sull’incidenza dell’IDDM in Italia. Nel corso degli ultimi 10 anni sono stati condotti diversi studi su parte del territorio nazionale. I risultati di questi studi hanno evidenziato come l’Italia sia una nazione caratterizzata da una elevata variabilità geografica di incidenza rispetto a quanto noto per il resto del mondo (6-18). Infatti nel nostro Paese coesistono una regione ad elevata incidenza come la Sardegna e regioni a più bassa incidenza come la Campania. Tuttavia, la disomogeneità temporale dei diversi studi, sia come periodo che come durata, e la limitata numerosità di alcune delle popolazioni considerate, unitamente al fatto che in diverse aree del nostro Paese l’incidenza di IDDM è del tutto sconosciuta, suggeriscono la necessità di disporre di dati più completi e confrontabili. La standardizzazione dei dati sui nuovi casi è infatti una condizione essenziale per poter confrontare accuratamente le diverse realtà geografiche all’interno del nostro Paese e con gli altri Paesi del mondo. Inoltre, la conoscenza completa della realtà italiana nei confronti della diffusione di questa patologia e la sorveglianza epidemiologica consentiranno di aumentare le informazioni utili a 1) identificare i determinanti ambientali e genetici nell’etiopatogenesi dell’IDDM; 2) pianificare studi sull’insorgenza e l’evoluzione delle complicanze acute e croniche; 3) organizzare interventi sanitari mirati alle situazioni di maggior rischio; 4) evidenziare eventuali incrementi temporali e identificarne e analizzarne i determinanti.
Questo protocollo fornisce i metodi e gli strumenti per raccogliere, registrare e analizzare i dati di incidenza a livello locale e nazionale. Inoltre, allo scopo di facilitare e uniformare tali operazioni, verrà allegato il programma computerizzato RIDI-PROG.
Il protocollo è stato preparato dal dott. Valentino Cherubini (Istituto di Clinica Pedriatica, Università di Ancona) e dalla prof.ssa Flavia Carle (Centro interdipartimentale di Epidemiologia, Biostatistica e Informatica medica, Università di Ancona).
La stesura è stata effettuata in accordo con le linee guida internazionali per la rilevazione di incidenza di IDDM, e sulla base di quanto emerso dalle 2 riunioni preliminari nell’ambito della SIEDP (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica) e dalla riunione con il Gruppo di studio di epidemiologia della SID (Società Italiana di Diabetologia). Pertanto questo protocollo nasce nell’ambito di un progetto interassociativo SIEDP-SID.

   
 
OBIETTIVI

Gli obbiettivi principali del progetto RIDI sono quelli di costituire un coordinamento nazionale di tutti i Registri di incidenza per il diabete mellito insulino-dipendente attivi e di promuovere l’istituzione di nuovi Registri nelle aree non ancora coperte.
Ciò consentirà di:

 
a) standardizzare la raccolta e la registrazione dei dati di incidenza del IDDM nelle diverse aree geografiche del territorio nazionale;
b) creare un data-base nazionale;
c) analizzare l’andamento dell’incidenza dell’IDDM nel tempo;
d) diffondere i dati epidemiologici nazionali sul IDDM.

Contatti segreteria

Sig.ra Monica Porceddu
E-Mail : asris@tin.it
Fax: 070 - 531947

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