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STUDIO DEGLI EMIGRANTI SARDI
 L’obiettivo di questo studio è quello di valutare il ruolo della componente genetica, in rapporto all’impatto ambientale, sull’incidenza del Diabete tipo 1 (DT1) nella popolazione emigrata dalla Sardegna. A questo proposito, è stata valutata la frequenza del DT1 negli emigranti sardi in provincia di Pavia, attraverso un’indagine che si è avvalsa di più fonti di informazione per la sua validazione epidemiologica (questionari postali, colloqui telefonici, archivi delle autorizzazioni per la prescrizione delle siringhe da insulina dei Distretti Sanitari dell’A.S.L. di Pavia, etc.). Dei circa 2.252 sardi residenti in Pavia, 10 sono risultati diabetici (con una prevalenza del 4.4/1.000, che standardizzata per età sulla popolazione italiana è risultata del 2.63/1.000). Tre di essi avevano sviluppato la malattia prima di emigrare a Pavia, mentre negli altri sette la malattia è insorta dopo l’insediamento nella nuova area geografica. Il dato più rilevante è che, mentre l’età media di insorgenza del DT1 dei 3 sardi che hanno sviluppato la malattia quando ancora risiedevano in Sardegna era di 14 anni (± ds 2 anni), negli altri 7 la malattia si è manifestata ad un’età media significativamente superiore (32.8 ± ds 8.2 anni). L’età di insorgenza della malattia, in relazione all’età di emigrazione, indicherebbe un periodo di latenza più lungo negli individui emigrati in età più giovane. Più recentemente, sempre negli emigranti sardi della provincia di Pavia, è stato condotta una ricerca dei marcatori immunologici e genetici che predispongono al DT1. Degli oltre 2000 emigranti che sono stati invitati a partecipare allo studio, 785 individui hanno aderito a questa iniziativa, di cui 554 erano nati in Sardegna e successivamente emigrati a Pavia mentre 231 erano figli di questi emigranti (di cui 83 con entrambi i genitori sardi). Complessivamente, 24 (3.0%) sono risultati positivi ad uno e altri 7 (0.9%) a due o più autoanticorpi anti-isola pancreatica. Quattro (4.8%) degli 83 figli di emigranti con entrambi i genitori sardi sono risultati positivi per almeno un autoanticorpo anti-isola pancreatica. La frequenza di positività per gli stessi autoanticorpi nei figli con 1 solo genitore sardo è stata invece del 1.9%. Per quanto riguarda lo studio genetico, i risultati confermano chiaramente la maggior predisposizione al DT1 della popolazione sarda rispetto al resto della popolazione italiana. Questa predisposizione deriva da un duplice fenomeno: da una parte, dalla maggior frequenza dei geni di suscettibilità al DT1 nella popolazione sarda (33.4% rispetto al 15.5% del resto della popolazione italiana); dall’altra, da una ridotta frequenza dei geni di protezione verso la malattia (solo l’8.2% della popolazione sarda presenta geni di protezione rispetto al 17.4% del resto della popolazione italiana).  

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